blog

Come creare ordine di fronte ad elenchi di centinaia di informazioni

Caro lettore,
oggi ti inviterò a fare un giro nella mia e nella tua abitazione per spiegarti cos’è la memoria spazio temporale, e come essa possa essere utilizzata per imparare lunghi elenchi di informazioni nell’ordine desiderato.

Il sistema che utilizza la memoria spazio-temporale ti consentirà di memorizzare i capitoli di un libro voluminoso, i contenuti di un testo da presentare in pubblico o, ancora, gli argomenti di un esame.

Prima di cominciare è mia consuetudine farti qualche domanda, per prendere consapevolezza di quale metodo usi ora: forse leggi e ripeti, rileggi e ripeti più volte il testo, fino quasi a detestare quelle parole e quell’argomento?
Oppure riscrivi, come fanno alcuni, pagine e pagine di riassunti, riempiendo quaderni e quaderni di informazioni che poi devi comunque rileggere più volte per memorizzare?
E intanto i mesi passano e purtroppo il tempo che perdi non te lo può restituire nessuno, né puoi riacquistarlo in alcun modo.

Non so se ti rivedi in questa descrizione, ma stai pur certo che molti rientrano in questa categoria. Quindi se sei la persona che ho appena descritto preparati, tieniti incollato alle prossime pagine perché stai per scoprire una strategia tanto affascinante quanto antica di millenni, il cui valore e l’efficacia sono riconosciuti, ufficialmente e con assoluta fermezza, dal mondo scientifico moderno. Se, invece, non ti rivedi pienamente nella descrizione precedente, sei libero di scegliere di fermarti a questo punto della lettura o di proseguire, consapevole che un’informazione in più può solo arricchirti e non ti toglierà mai nulla.

Bene amico, sono felice che tu abbia scelto di continuare il viaggio insieme a me e sono sicuro che dopo la mia premessa, sarai molto più attento alle mie parole.

Cos’è la memoria spazio-temporale?

Comincio a spiegartelo con un esempio pratico: ora pensa a tre tra i tuoi più cari amici o amiche, pensa al contesto in cui li hai conosciuti, ti verrà in mente se li hai conosciuti in ambito lavorativo, se ti sono stati presentati da un altro amico o in qualsiasi altra situazione. Adesso invece pensa al luogo in cui hai conosciuto queste persone, vedrai che ti verrà in mente il posto in cui hai fatto la loro conoscenza e addirittura l’ordine temporale in cui le hai conosciute.

Ad esempio:

  • ho conosciuto Samuele a casa di una mia amica, era Natale del 1999;
  • poi ho conosciuto Massimo, mentre partecipavo ad un corso a Roma, nel 2008;
  • e Giulia l’ho conosciuta in palestra a gennaio 2009.

Come hai appena potuto provare, la nostra memoria ci consente di ricordare con sorprendente facilità gli ambienti e le circostanze in cui avvengono gli eventi.

Pensaci, ricorderai di sicuro la tua casa, la disposizione delle stanze e anche gli arredi che si trovano all’interno di esse.
Noterai anche che ricordi tutto senza fatica, in modo naturale.
Lo stesso vale per le strade, i ristoranti, i cinema e i bar che conosci e che sei in grado di raggiungere.

 

 

La Teoria dei Luoghi

È arrivato il momento di utilizzare in modo funzionale la tua memoria spazio-temporale. Dovrai creare un elenco di stanze, in ordine logico sequenziale, immaginando di mostrare la tua casa ad un amico. In questo elenco includi le stanze più familiari, camera, salotto, cantina o garage che siano. Se abiti in un monolocale, prendi come riferimento la casa dei tuoi genitori, o quella di un amico. È necessario che in questo elenco siano presenti dieci ambienti, in un ordine che tu sappia ricostruire con precisione. È molto importante conoscere bene i locali in questione, prima di proseguire. A scopo esemplificativo, ecco di seguito un elenco di dieci miei ambienti, nell’ordine in cui li ho predisposti io personalmente:

  1. Ingresso
  2. Sala
  3. Cucina
  4. Angolo cottura
  5. Attico
  6. Studio
  7. Camera da letto
  8. Camera di mio figlio
  9. Bagno
  10. Garage

Ora prima che inizi a compilare anche tu la tua lista, è necessaria un’altra precisazione importante: gli ambienti devono essere di media grandezza e mai sgabuzzini, balconi o corridoi, dal momento che dovranno servire a contenere informazioni e in nessun caso potranno avere una forma diversa da quella di un quadrilatero.

Adesso puoi preparare l’elenco delle tue dieci stanze: costruiscile bene all’interno della tua mente, perché tra poco conoscerai il modo in cui vengono usate. Ti consiglio di stilare questo elenco utilizzando una matita, in modo da poterlo correggere e perfezionare. Potrebbe infatti capitarti di saltare una stanza oppure di invertirne due, l’unico modo per verificarlo è provare a ricostruire correttamente l’ordine degli ambienti. Quando noti che sei in grado di riscriverli sempre nello stesso ordine, in questo caso potrai trascrivere a penna i luoghi che hai individuato. Detto ciò compila pure gli spazi vuoti qui di seguito, con la sequenza dei tuoi ambienti:

1. ________________________
2. ________________________
3. ________________________
4. ________________________
5. ________________________
6. ________________________
7. ________________________
8. ________________________
9. ________________________
10. ________________________

Ora che hai finito di compilare l’elenco, dovrai essere in grado di ripeterne i vari elementi, dal primo all’ultimo e viceversa. Volendo, potrai anche imparare con facilità ed immediatezza a rievocare le stanze in ordine sparso e casuale.

Veniamo ora alla spiegazione del “luogo”, o meglio, dei vari utilizzi che possiamo fare di questo formidabile strumento. Pensa, caro amico, a quante volte ti è capitato di dire o sentir dire: “in primo luogo parliamo di…; in secondo luogo parliamo di…; in ultima istanza parliamo di…”, o ancora “quella persona parla per luoghi comuni”. Espressioni come queste la dicono lunga sul vasto utilizzo che si faceva nell’antichità della tecnica dei luoghi, o meglio dei loci, come venivano definiti da Cicerone nel 55 a.C.. Egli scrisse che l’Ars Memoriae (l’Arte della Memoria) è parte della retorica e che i loci servono per collocarvi i concetti e i contenuti dei discorsi.

Andiamo per ordine. Per ricordare un discorso potrai suddividerlo in dieci argomenti principali, collocandone uno in ogni luogo. So a cosa stai pensando: “Ma se devo memorizzare gli argomenti di un libro voluminoso?” Ti rispondo subito: se hai letto le risorse precedenti (in particolare la risorsa numero 2 – “Utilizzare i nostri sensi per creare immagini permanenti”), hai potuto notare che ti ho insegnato come memorizzare una lista di venti parole trasformandole in immagini e concatenando le immagini tra di esse, come se si costruisse un mini film. Ora immagina che mentre leggi il tuo libro, ad un certo punto tu percepisca che sia stato espresso un concetto, allora prima di proseguire nella lettura, quello che farai sarà sintetizzare ciò che hai letto in una parola chiave, la quale sarà subito trasformata in immagine; farai la stessa cosa per il secondo concetto, per il terzo e cosi via…
Ad un certo punto, quando avrai letto diverse pagine e avrai trovato le prime venti parole chiave del testo, che per te saranno diventate venti immagini, comincia ad associarle in ordine lungo la prima parete della prima stanza. Successivamente, puoi continuare nella lettura, trasformando altri venti concetti che mano a mano incontri, in altre venti parole/immagine chiave, che concatenerai nella seconda parete della prima stanza, seguendo sempre il senso orario. Ora pensa che ogni stanza contiene quattro pareti, più una quinta che possiamo immaginare obliqua nella stanza.

Ogni parete può contenere fino a venti parole chiave, moltiplicato per cinque sono cento parole chiave che possono essere contenute in ciascuna stanza. Cento parole per stanza, moltiplicato per dieci stanze diverse, fanno mille parole/immagine chiave. Pensi che siano sufficienti per memorizzare i tuoi libri?

Ma se ho imparato a conoscerti un po’, penso di sapere anche quale sia la tua prossima domanda: “Ma con mille immagini in testa non rischio di impazzire?” Non so se l’avresti formulata proprio cosi la domanda, ma penso che essa descriva sufficientemente bene la tua perplessità.
Ecco la mia risposta, compagno di avventure: pensa a tutti i luoghi che hai visitato, a tutte le persone che conosci nella tua vita, ai migliaia e migliaia di oggetti che hai utilizzato o visto utilizzare, pensa alle decine se non centinaia di film che hai visto, ed ora rifletti solo per un attimo, la tua mente ti sembra forse ingolfata o minimamente affaticata da tutte le immagini che già possiede?

Negli anni ho potuto sfortunatamente appurare che c’è una tendenza piuttosto generalizzata a sottovalutare la nostra mente. Non commettere anche tu questo errore, abbi una fede incrollabile nella straordinaria capacità plastica della tua mente ad adattarsi alle tue richieste. Sappi che il tuo cervello ti è assolutamente devoto, se gli chiedi di più, esso ti darà di più, e se gli chiedi di meno, o ti lasci convincere dalle credenze popolari, allora anche in quel caso esso ti accontenterà. Stiamo parlando di un metodo usato da grandi, anzi grandissimi geni del passato, con un pizzico d’impegno iniziale otterrai grandissimi risultati e con la pratica e costanza diventerà in maniera del tutto naturale veramente tuo.

Anche oggi il nostro viaggio è volto al termine: sappi sempre, caro amico, che per me è sempre un piacere averti accanto in queste avventure affascinanti nei meandri della nostra memoria e della nostra mente.
Arrivederci a presto,

 

 

Vuoi conoscere un nuovo metodo di studio basato sulle Strategie di Memoria che hai letto in questo articolo? Lascia la tua mail nel box accanto e come regalo di benvenuto ti invio una copia del mio ebook “Più Memoria”.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo usando i pulsanti qui sotto!
Vuoi comunicarci la tua impressione od il tuo giudizio? Lasciami un commento.

Lascia un commento